Layout a tabelle…perchè continuare?

Nonostante si tratti di una tecnica obsoleta, superata da anni, ancora molti siti in circolazione fanno uso di layout a tabelle.
L’uso di questa metodologia impedisce la realizzazione di siti di qualità, con migliori caratteristiche di accesibilitàflessibilità e funzionalità.

Il corretto sviluppo di contenuti per il web, in conformità ai requisiti per gli standard web redatti dal World Wide Web Consortium, passa attraverso l’utilizzo di markup semantico e di fogli di stile, permettendo di conseguire una serie di vantaggi quali:

  • pagine che si caricano più velocemente
  • minor consumo di banda (che può voler significare anche risparmio sui costi di hosting)
  • re-designs più efficienti ed economici
  • migliore coerenza visuale tra le pagine
  • SEO notevolmente migliorata
  • accessibilità migliorata a tutti gli utenti e i browser
  • maggiore competitività in un mondo che si adegua ogni giorno di più all’utilizzo degli Standard Web.

Fai una verifica…

Se non hai praticità con l’html e vuoi verificare in maniera semplice e veloce se il tuo sito adotti o meno un layout a tabelle, puoi eseguire una verifica velocissima:

  1. Apri il tuo sito sul browser
  2. Fai un click con il tasto destro all’interno della pagina
  3. Seleziona nella finestrina aperta “HTML” o “Visualizza sorgente pagina”
  4. Si aprirà una nuova finestra con il codice sorgente della pagina.
    Scorri i testi verso il basso, se ad un certo punto cominci a trovare una serie di tag, quali: <td>,<tr> e <table> (puoi vedere un esempio nell’immagine in testa a questo post), allora è quasi certo che il tuo sito stia utilizzando un antiquato layout tabellare.
    Se così stanno le cose, dovresti prendere in seria considerazione la possibilità di dare al più presto una super-rinfrescata al tuo sito!

Ovviamente, questo non significa che le tabelle siano da bandire dalla rete.
Le tabelle svolgono ottimamente il loro lavoro, che è semplicemente quello di organizzare dati tabulari (non quindi di creare layout) all’interno dei contenuti.
Elementare, Watson!